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Azione C.3

Ripristino delle serie dunali e attuazione opere di tutela dell'arenile

L’azione ha lo scopo di applicare interventi di ripristino e conservazione nelle quattro aree d’intervento, che riguardano l’intero sistema dunale e gli habitat (spesso presenti come mosaico di più habitat) ad esso legati. Gli interventi interessano una superficie di ripristino di 30 ha: Area Pantano grande (15); Torrevarata (3); Spropoli (2) e Galati (10), a cui si aggiungono ulteriori 15 ha di vegetazione arbustiva.

Le tecniche utilizzate saranno:

  • Tecniche di riqualificazione geo-ambientale.

La morfologia dunale è spesso compromessa dalla formazione di scarpate di erosione che si formano in seguito alle mareggiate invernali e accelerano l’erosione ostacolando i processi di autoregolazione della duna. È prevista la collocazione di residui vegetali sciolti per il ripristino delle dune, da adottare in larga misura utilizzando residui vegetali (ramaglia, fascine e cippato) derivanti dalle operazioni di pulizia della spiaggia. Inoltre la stabilità della duna è anche legata alla presenza della vegetazione. Ove questa risulti assente è opportuno prevedere sistemi di protezione dall’azione eolica, che possono rappresentare anche impedimento al transito antropico e funzionare come nuclei di rinaturalizzazione.

L’intervento viene effettuato con mezzi meccanici o a mano a seconda delle condizioni locali e è pianificato in base sia alla biologia animale e vegetale che sulla base delle caratteristiche geologiche di ogni area.

  • Interventi sulla vegetazione.

Una delle principali minacce per la biodiversità è la presenza di specie aliene invasive. Nelle quattro aree è prevista l’estirpazione delle specie invasive (Aptenia sp. div., Carpobrotus sp.div., Agave americana e Opuntia sp.div. ) attraverso mezzi meccanici e dove necessario a mano e loro asporto e smaltimento a norma di legge. Le tecniche di intervento adottate riguarderanno: raccolta del germoplasma (materiale ereditario trasmesso tramite le cellule germinali) in loco, moltiplicazione e piantumazione di specie edificatrici (specie dominanti/co-dominanti con funzioni di consolidamento del relativo habitat): arbusti, piante perenni e piante erbacee come Ammophila arenaria.

  • Interventi di razionalizzazione della fruizione.

Il calpestamento antropico e, in particolare, quello derivato da flussi turistici non organizzati o da illecito utilizzo di mezzi fuoristrada, rappresentano una delle principali minacce per gli habitat dunali e per i nidi di C. caretta. Nella fase di progettazione vengono analizzati in dettaglio i principali accessi e sentieri utilizzati attualmente. Tali dati sono messi a confronto con i dati sulla frammentazione degli habitat e la distribuzione spaziale (serie pluriennali) dei nidi di C. caretta. Sulla base di tali analisi vengono posizionate passerelle/pedane sopraelevate, accessi delimitati con passamano a corda (per la stagione turistica) e dove necessario vengono posizionati dissuasori (massi o pali infissi) per evitare il transito di mezzi motorizzati. Gli accessi attrezzati sono costituiti da una pedana/passerella in legno appoggiata al suolo, disposta secondo l’andamento morfologico del tracciato esistente, che in prossimità dell’imbocco all’arenile, si adatta al profilo naturale della duna anche mediante l’eventuale realizzazione di scalini. All’inizio di ogni accesso/sentiero attrezzato è prevista la localizzazione di un piccolo cartello informativo in legno, con il numero di riferimento e la localizzazione nell’ambito del tratto costiero rispetto ai parcheggi e agli altri accessi attrezzati. L’intervento, in definitiva, combina il necessario controllo degli accessi con elementi informativi/formativi e con protezioni dall’erosione. I fruitori, in presenza di un accesso strutturato, eviteranno il passaggio in zone esterne anche in virtù dell’informazione fornita dai pannelli informativi.

Stato di Avanzamento

 

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